La Legge 22/2025
L'importanza dello sviluppo delle competenze non cognitive per contrastare l'abbandono scolastico e la povertà educativa
Eleusis ETS nella sperimentazione nazionale
P.R.A.X.I.S.Percorsi di Ricerca Azione per l'Inclusione e lo Sviluppo delle Competenze non Cognitive e Trasversali
Eleusis ETS è Partner Scientifico del progetto "P.R.A.X.I.S. - Percorsi di Ricerca Azione per l'Inclusione e lo Sviluppo delle Competenze non Cognitive e Trasversali", nell'ambito della sperimentazione nazionale.
Eleusis ETS opera quale soggetto qualificato a supporto di una Rete di Istituzioni Scolastiche della Regione Sardegna - I.I.S. "Sergio Atzeni" di Capoterra (CA), l'I.C. "Capoterra 2" (CA) e il CPIA 1 di Cagliari - autorizzate con DM 24 luglio 2026 n. 151 all'avvio della sperimentazione triennale.
Cos'è la Legge 22/25?
La Legge 19 febbraio 2025, n. 22 segna un cambiamento netto nel modo in cui la Scuola italiana guarda alla formazione degli studenti: dalla sola trasmissione di nozioni disciplinari a un modello che punta, come recita la norma stessa, allo "sviluppo armonico e integrale della persona" (Art. 1).
«sviluppo armonico e integrale della persona»
Art. 1
- Cosa introduce.
- Rende strutturale, non più affidato alla buona volontà del singolo docente, l'insegnamento delle competenze non cognitive e trasversali: le cosiddette soft skills. Competenze che affiancano, non sostituiscono, i saperi disciplinari.
- A chi si rivolge.
- La legge riguarda le Istituzioni Scolastiche Statali e Paritarie di ogni ordine e grado. Il perimetro si allarga anche ai CPIA (Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti) e, tramite intesa Stato-Regioni, ai percorsi di IeFP (Istruzione e Formazione Professionale).
Cosa prevede la legge?
La legge nasce esplicitamente per "prevenire analfabetismi funzionali, povertà educativa e dispersione scolastica" favorendo "iniziative finalizzate allo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali nelle attività educative e didattiche[...]" (Art. 1).
L'articolo 4 chiede metodologie innovative in grado di ridurre la dispersione scolastica "sia manifesta sia implicita": da un lato chi abbandona il percorso formativo; dall'altro chi ottiene il titolo di studio senza raggiungere i livelli minimi nelle competenze di base.
La legge dispone, inoltre, che le iniziative si sviluppino "nel rispetto delle prerogative del Collegio dei docenti": a decidere come tradurle in pratica non sarà il Ministero, ma la scuola. Un'autonomia che è anche una responsabilità: sarà il Collegio ad adottare strategie, metodologie e strumenti efficaci allo sviluppo delle competenze non cognitive.
Perché riguarda i docenti
La legge investe direttamente sui docenti: l'articolo 3 stabilisce che il Ministero "predispone un Piano straordinario di azioni formative, di durata triennale, rivolto ai docenti di ogni ordine e grado."
Il Ministero riconosce l'insegnante come figura chiave di mediazione educativa: non soltanto per ciò che insegna, ma per come insegna e per il clima relazionale che contribuisce a creare. È il profilo professionale a cambiare, e per questo la legge mette la formazione al centro.
Il Ministero ha avviato a luglio 2026 la sperimentazione triennale. All'esito della valutazione del Comitato tecnico-scientifico saranno adottate le Linee guida nazionali (Art. 1, comma 2), destinate a entrare nella programmazione ordinaria. Il triennio di azioni formative è, di fatto, il tempo a disposizione per sperimentare, potenziare e trasmettere le competenze non cognitive.
Da qui al 2029
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1
Fase 1 - La mappatura.
La legge affida al Ministero una ricognizione dei progetti già attivi nelle scuole contro dispersione e povertà educativa, corredata da un'analisi del loro impatto.
(Art. 2) -
2
Fase 2 - La formazione dei docenti.
Un Piano straordinario di azioni formative triennale, rivolto agli insegnanti di ogni ordine e grado.
(Art. 3) -
3
Fase 3 - La sperimentazione nazionale.
Avviata con il DM 151 del 24 luglio 2026. Tre anni per individuare le metodologie più efficaci, definire criteri e strumenti di valutazione, verificare l'impatto sul successo formativo.
(Art. 4)443progetti ammessi1.169istituzioni scolastiche autorizzate -
4
Fase 4 - Le Linee guida nazionali.
Adottate all'esito della valutazione positiva del Comitato tecnico-scientifico.
(Art. 1, c. 2)
